Contratto di locazione 3+2:

Cos’è il contratto di locazione 3+2

Il contratto di locazione 3+2, chiamato anche a canone concordato per via del canone calcolato secondo gli accordi territoriali e della relative cedolare secca agevolata applicata, è uno dei contratti abitativi spesso usati in Italia quando si vuole raggiungere un compromesso interessante tra una locazione di lunga durata ad un canone calmierato e dei relativi vantaggi fiscali.

Non è un contratto “libero” come il 4+4.

Come accennato prima il contratto 3+2 si contrappone al 4+4 perché il canone applicato è appunto un “canone concordato” e non un “canone libero”.

qui il canone non lo decide il proprietario da solo, ma viene calcolato secondo i parametri forniti e stabiliti secondo gli accordi territoriali, risultanti dagli accordi tra le associazioni dei proprietari e inquilini.

In cambio di un canone “vincolato”  calcolato secondo questi accordi e talvolta inferiore ai prezzi di mercato, lo Stato in cambio della scelta di un canone basato su questi parametri e di un contratto di medio lungo termine riconosce in cambio al proprietario agevolazioni fiscali importanti. Ed è proprio questo lo rende una scelta conveniente per molti proprietari.

Cosa significa davvero “3+2”

Il nome descrive la struttura della durata:

• 3 anni obbligatori

• + 2 anni di rinnovo automatico alla scadenza dei 3 anni e poi sempre 2 anni di rinnovo

Questo significa che il contratto, salvo casi particolari previsti dalla legge, dura almeno 5 anni.

Il proprietario non può semplicemente decidere di riprendersi casa dopo 3 anni, a meno che non abbia motivazioni specifiche previste dalla normativa (uso personale, vendita a determinate condizioni, ecc.).

È quindi un contratto che offre maggiore stabilità all’inquilino rispetto al transitorio, ma meno rigido e di lunga durata del 4+4 a canone libero per il proprietario.

L’elemento distintivo: il canone concordato

Qui sta la vera differenza.

Nel 3+2 il canone come già specificato prima è concordato, non basato su un prezzo concordato tra conduttore e proprietario, ma come specificato prima nasce dal calcolo dei parametri forniti dagli accordi territoriali basati ad esempio su:

• zona dell’immobile

• metratura

• stato manutentivo

• presenza di ascensore

• videocitofono

• arredi

• pertinenze (garage, cantina, terrazzi)

Ogni Comune (o gruppo di Comuni) ha un proprio accordo territoriale che stabilisce fasce minime e massime al metro quadro.

Questo significa che due case di metratura uguale, arredate ed entrambe con un buono stato manutentivo nella stessa zona dovrebbero avere canoni molto simili tra loro.

È un sistema pensato per calmierare i prezzi e mantenere il mercato degli affitti più equilibrato.

Per renderlo valido, serve anche l’attestazione di conformità rilasciata da un’associazione di categoria.

Perché tanti proprietari lo scelgono

La risposta è semplice: tasse più basse.

Con il 3+2 si può accedere alla cedolare secca al 10% (anziché 21% del 4+4).

In più, ci sono spesso:

• riduzione IMU

• nessuna imposta di bollo e di registro (se non si usa cedolare)

Volendo tradurlo in termini pratici: anche se il canone è un po’ più basso del mercato libero, il maggior risparmi in termini fiscali può permettere al proprietario di guadagnare di più rispetto ad un canone più alto ma maggiormente tassato.

Cosa succede dopo i primi 3 anni

Alla prima scadenza dei 3 anni, il contratto:

• si rinnova automaticamente per altri 2 anni

• salvo disdetta del proprietario per i motivi tassativamente previsti dalla legge con un preavviso di 6 mesi prima della scadenza

• salvo disdetta del conduttore per recesso anticipato o 6 mesi prima della scadenza

Alla fine dei 5 anni totali, invece, il contratto può:

• cessare per disdetta da parte del proprietario con comunicazione 6 mesi prima della scadenza questa volta senza che sia addotta nessuna specifica motivazione

• essere rinnovato per altri 2 anni

Quando scegliere il 3+2?

Il 3+2 è il contratto ideale quando:

• il proprietario vuole un affitto costante e per un lungo periodo

• non ha necessità di riavere casa a breve

• vuole realizzare un risparmio fiscale

Non è ideale per chi vuole un affitto molto flessibile o valuta di vendere l’immobile a breve, una eventuale locazione verrebbe “ereditata” dal nuovo proprietario, quindi renderebbe l’immobile meno appetibile sul mercato per un compratore che ricerca un immobile per andarci ad abitare.

La differenza rispetto al 4+4 è semplice

Il 4+4 consente la scelta del canone desiderato ma con una cedolare secca al 21% quindi una aliquota di tassazzione doppia rispetto alla cedolare secca agevolata.

Il 3+2 è vincolato alla scelta del canone concordato, ma in alcuni casi calcolando quanto rimane al netto delle tasse è più conveniente.

Tuttavia bisogna controllare il rispetto dei requisiti formali, la presenza dell’attestazione di rispondenza e il calcolo corretto del canone si rischia di perdere le agevolazioni fiscali e avere problemi in caso di contenzioso se ad esempio:

• il canone non rientra nei parametri

• manca l’attestazione quando richiesta

• l’accordo territoriale non è rispettato

Conclusione

Il contratto di locazione 3+2 non va visto come un compromesso “al ribasso” ma uno strumento che permette di godere di un importante risparmio fiscale.

Riassumendo in pochi punti è pensato per dare:

• stabilità nella durata dell’affitto all’inquilino

• compensare con vantaggi fiscali il proprietario 

• l’intenzione di calmierare al mercato